jueves, 17 de septiembre de 2009

Poetica: Eugenio Montale. In Limine - Italian, Poesía: Eugenio Montale: In Limine

IN LIMINE


Godi se il vento ch'entra nel pomario

vi rimena l'ondata della vita:

qui dove affonda un morto

viluppo di memorie

orto non era, ma reliquiario.


Il frullo che tu senti non è un volo,

ma il commuoversi dell'eterno grembo;

vedi che si trasforma questo lembo

di terra solitario in un crogiuolo.


Un rovello è di qua dall'erto muro.

Se procedi t'imbatti

tu forse nel fantasma che ti salva:

si compongono qui le storie, gli atti

scancellati pel giuoco del futuro.


Cerca una maglia rotta nella rete

che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!

Va, per te l'ho pregato, - ora la sete

mi sarà lieve, meno acre la ruggine...


Ossi di seppia è un libro di gioventù sulla cui nascita non esistono documenti formali e testimonianze dirette da parte dell'autore. Quando la raccolta viene pubblicata, nel 1925, a Torino, per le edizioni gobettiane di "Rivoluzione liberale", essa è già frutto di una selezione piuttosto severa - il volume infatti è assai esile - operata dal poeta tra le liriche giovanili, quelle che lui stesso definirà "protomontaliane". Siamo lontani, con Montale, dai progetti letterari dei maestri della letteratura: il progetto strutturato, sullo stile del canzoniere lirico, appartiene alla stagione più matura di questo poeta. Con ciò, non mancano, come vedremo, elementi di coesione interna tra i componimenti di questa raccolta.
Nel 1983 viene pubblicato, postumo, il diario degli anni di studio di Montale, col titolo di Quaderno genovese. Fu subito evidente l'importanza di quel documento per la scoperta delle origini poetiche di Montale. In esso compaiono infatti riflessioni e rielaborazioni giovanili sui grandi temi della letteratura europea che poi formeranno la struttura semantica della sua poesia: la maschera decadente dell'inetto, del disadattato (il Peer Gynt di Ibsen); l'impotenza di fronte allo scorrere del tempo (Svevo); la vena futurista ed espressionista di un Govoni.
Non meno importante, accanto alle suggestioni emotive delle lunghe e solitarie ore di lettura, anche l'educazione musicale ricevuta fra il 1915 e il 1923. Un non piccolo gruppo di liriche - di cui negli Ossi di seppia rimarrà solo Corno inglese - è dedicato infatti all'ambiziosa intenzione di imitare la musica con le parole.
Per ultimo vanno annotate, nella cornice della genesi poetica di Montale, le lezioni private di filosofia della sorella a cui partecipò come osservatore, e da cui trasse spunto per la lettura dei più prestigiosi spiritualisti francesi, tra cui Boutroux e Amiel.
Ma tutto questo non basta a dare un'idea sufficiente della preparazione intellettuale e spirituale del giovane Montale. Egli aveva la capacità di rielaborare interiormente con profonda originalità tutto ciò che leggeva, per cui modelli, spunti e suggestioni entrano a far parte della sua poetica come un residuo occulto di forme, simboli e ritmi, residuo che costituisce la struttura profonda della sua lingua.

In Limine


Goza si el viento que entra en el pomar
trae de nuevo la oleada de la vida:
aquí donde se hunde un muerto
amasijo de recuerdos,
huerto no hay, sino relicario.


El aleteo que sientes no es un vuelo,
sino el conmoverse del eterno regazo;
mira como se transforma este rincón
de tierra solitario en un crisol.


Ira en esta parte del escarpado muro.
Si avanzas penetras
quizá en la pesadilla que te salva:
se componen aquí las historias, los actos
borrados por el juego del futuro.


Busca una malla rota en la red
que nos estrecha, ¡salta fuera, huye!
Vete, por ti lo he deseado, ahora mi sed
será más leve, menos acre la herrumbre...



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